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Le
previsioni di sviluppo al 2016 inducono a prevedere in sede nazionale un
fabbisogno elettrico complessivo di 446,4 TWh, con una crescita di 93,6 TWh
rispetto al fabbisogno di 352,8 TWh registrato nel 2005.
L’evoluzione
del sistema elettrico nazionale è sottoposta a vincoli di tipo
―
tecnico, connessi con la necessità di garantire il soddisfacimento del
fabbisogno elettrico tenendo conto dei limiti propri delle diverse fonti
energetiche e dei vincoli strutturali della rete elettrica,
―
economico, connessi con la
necessità di ridurre il costo medio di produzione del kWh,
―
ambientale, connessi con la
necessità di rispettare gli obiettivi imposti dal Protocollo di Kyoto e, più
recentemente, dal cosiddetto “Pacchetto 20-20-20” dell’Unione Europea.
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1.2.2
Il Protocollo di Kyoto
Il
Protocollo di Kyoto obbliga l’Italia a ridurre le proprie emissioni di
gas-serra del 6,5% entro il
periodo 2008-2012 rispetto ai volumi di emissione del 1990. Tenendo conto che le
emissioni di gas-serra erano nel 1990 pari a 521,0 Mt CO2eq, l’obiettivo fissato dal Protocollo di Kyoto
è di 487,1 Mt CO2eq come media annuale nel periodo 2008-2012. Dal
1990 al 2005 le emissioni di gas-serra in Italia sono tuttavia aumentate in
valore assoluto. Lo scenario tendenziale elaborato dal Ministero dell’ambiente
quantifica in 579,7 Mt CO2eq le emissioni previste nel 2010. L’obiettivo
effettivo di riduzione delle emissioni in attuazione del Protocollo di Kyoto è
dunque di 92,6 Mt CO2eq
(media annuale nel periodo 2008-2012), pari al 16,6% rispetto alle emissioni del 2005.
Il
mancato rispetto degli obiettivi di riduzione fissati dal Protocollo di Kyoto
comporta per l’Italia il pagamento di una sanzione di 40 euro/t CO2eq per
il periodo 2005-2008 e di 100 euro/t CO2eq a partire dal 2009. Sulla
base dello scenario tendenziale delle emissioni elaborato dal Ministero
dell’ambiente, gli oneri complessivi a carico dell’Italia nel periodo
2005-2012 sono quantificabili in 55,2 miliardi di euro.
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1.2.3
Il “Pacchetto 20-20-20” dell’UE
Il
23.01.2008 sono state presentate dalla Commissione Europea le proposte sulla
riduzione delle interazioni fra il sistema economico e il clima che vanno sotto
il nome di “Pacchetto 20-20-20”. Le misure proposte con orizzonte 2020 sono
le seguenti:
―
riduzione
del 20% dell’intensità energetica (energia impiegata per unità di
PIL) rispetto ai livelli del 2005;
―
aumento
al 20% (8,5% nel 2005) della quota di fonti rinnovabili rispetto al
totale delle fonti primarie utilizzate (con una quota del 10% di biocarburanti),
con tendenza al 30% entro il 2030;
―
riduzione
del 20% delle emissioni di CO2
(nei settori non soggetti al sistema di “emission
trading”) rispetto al 2005.
Il
costo delle misure proposte è valutato dall’Unione Europea equivalente allo 0,45%
del PIL complessivo UE (13.300 miliardi di euro nel 2007 per i 27 paesi,),
ovvero 60 miliardi di euro.
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1.2.4
Gli obiettivi del “Pacchetto 20-20-20” per l'Italia
Il
“Pacchetto 20-20-20” stabilisce per
l’Italia i seguenti obiettivi con orizzonte 2020:
―
riduzione del 20%
dell’intensità energetica (energia impiegata per unità di PIL) rispetto ai
livelli del 2005;
―
contributo delle fonti
rinnovabili pari al 17% dei
consumi finali di energia (5,2%
nel 2005), con una componente del 10% affidata ai biocarburanti;
―
riduzione del 13%
delle emissioni di CO2 (nei settori non soggetti al sistema di “emission
trading”) rispetto ai livelli del 2005.
Il
costo relativo all’attuazione
delle misure proposte è quantificato dall’Unione Europea nello 0,66%
del PIL nazionale (1.500 miliardi di euro nel 2005), ovvero 10 miliardi di euro.
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