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1.3.3
Ruolo delle fonti rinnovabili
Il
contributo che le fonti rinnovabili possono apportare alla copertura del
fabbisogno elettrico, ed eventualmente alla riduzione della produzione
termoelettrica, è limitato dalle caratteristiche intrinseche delle fonti solare
ed eolica (bassa densità di potenza, elevato impatto territoriale, alti costi
di impianto, bassi fattori di utilizzazione, esigenze di stabilità della rete)
e dalla limitata disponibilità residua della fonte idroelettrica (2.600
MW, secondo gli studi condotti nell’ambito del progetto europeo Altener II).
Per
soddisfare il 10% del fabbisogno nazionale di elettricità
―
ricorrendo alle biomasse
(legna da ardere) occorrerebbe disporre di 120.000 km2 di boschi (in
Italia ce ne sono 45.000);
―
ricorrendo all’eolico
occorrerebbe installare 24.000 turbine da 1 MW, che avrebbero un costo
complessivo di 24 miliardi di euro e
occuperebbero una superficie complessiva di 2.000 km2;
―
ricorrendo al
fotovoltaico occorrerebbe installare 200 km2 di pannelli, che
avrebbero un costo complessivo di 240 miliardi di euro.
In
caso di ricorso a impianti solari ed eolici sarebbe comunque necessario
installare impianti convenzionali per sopperire ai periodi di indisponibilità,
sostenendone il costo aggiuntivo.
Dati
i costi in gioco e le limitazioni intrinseche, le fonti rinnovabili non sono in
grado, da sole, di incidere significativamente sulla copertura del fabbisogno
elettrico. Il loro contributo è infatti incrementabile solo adottando
meccanismi di incentivazione economica che finirebbero con l’elevare
ulteriormente il costo medio del kWh.
La
relazione al Parlamento svolta nel giugno 2007 dal Presidente dell’Autorità
per l’energia elettrica e il gas evidenzia che nel solo 2006 il GSE ha speso
6,4 miliardi di euro per acquistare a tariffa incentivata l’energia elettrica
prodotta da fonti rinnovabili e assimilate. La stessa energia è stata ceduta al
mercato elettrico a 2,7 miliardi di euro. La differenza (3,7 miliardi di euro)
è stata addebitata sulle bollette elettriche delle famiglie e delle imprese
sotto la voce “oneri di sistema”. A
normativa vigente, nel periodo 2008-2020 gli oneri di sistema per
l’incentivazione delle fonti rinnovabili e assimilate costeranno al
consumatore elettrico 25 miliardi di euro.
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