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Bufala N°5

22 Settembre 2017 da introw

“Le centrali nucleari saranno pagate dai cittadini italiani”

LA REALTÀ

· La realizzazione delle nuove centrali nucleari italiane sarà finanziata dalle società elettriche mediante

capitali propri (ovvero “in equity”);
prestiti bancari (a tassi di mercato);
contratti di fornitura elettrica a lungo termine.

· Le nuove centrali italiane saranno quindi finanziate con capitali privati e non con fondi pubblici.

· Tutti i nuovi reattori attualmente in costruzione nei paesi ad economia di mercato sono finanziati nello stesso modo.

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Bufala N°24

22 Settembre 2017 da introw

“I depositi di materiali radioattivi disperdono radioattività nell’ambiente. Nella zona del deposito di Asse in Germania sono state collocate indicazioni per avvertire la popolazione della presenza di contaminazione da cesio-137”

LA REALTÀ

· Nella zona delle miniere dismesse di Asse, in Bassa Sassonia, le organizzazioni antinucleari tedesche hanno collocato della grandi “A” di legno (A sta per Aufpassen, attenzione) ma non esiste alcuna contaminazione da cesio-137.

· Asse è una miniera di potassio dismessa nel1964 in cui dal 1967 al 1978 furono stoccati a scopo sperimentale dal Centro di ricerca sulla salute e sull’ambiente (GSF) circa 124.700 fusti contenenti rifiuti a bassa attività e circa 1.300 fusti contenenti rifiuti a media attività.

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Bufala N°23

22 Settembre 2017 da introw

“Intorno alle centrali nucleari aumentano i casi di leucemia. Ciò è stato scientificamente dimostrato dall’epidemiologo Wolfgang Hoffmann nell’area circostante l’impianto tedesco di Krümmel, dove si è rilevata un’incidenza di leucemia infantile 4 volte superiore alla media nazionale”

LA REALTÀ

· Nell’area di Krümmel, che ospita una centrale e un centro di ricerca nucleare, si sono registrati
nel periodo 1990-2005 14 casi di leucemia contro i 4 statisticamente attesi su base epidemiologica
nazionale (relativi quindi all’incidenza media nell’intera Germania).

[Leggi di più…] infoBufala N°23

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Bufala N°22

22 Settembre 2017 da introw

“Le centrali nucleari hanno un impatto radiologico significativo anche in condizioni di normale funzionamento, con conseguenze sanitarie negative sulla popolazione che risiede nell’area circostante l’impianto”

LA REALTÀ

· Una centrale termoelettrica a combustibili fossili da 1.000 MW produce ogni anno da 25.000 a 100.000 tonnellate di ceneri nelle quali si trovano da 1 a 50 GBq di radioattività sotto forma di isotopi radioattivi a lunga vita. Le ceneri sono normalmente impiegate per produrre materiale da costruzione e asfalto per pavimentazioni stradali.

· Una centrale nucleare da 1.000 MW libera ogni anno nell’ambiente circa 2 GBq di radioattività, comprendendo tutti gli effluenti a lunga vita, ovvero 1/25 della radioattività liberata da una centrale a carbone.

· La dose individuale media che ne deriva per gli individui più esposti della popolazione che vive entro un raggio di 10 km dalla centrale è di 0,01 mSv/anno.

· Questa dose è 300 volte inferiore alla dose media che gli stessi individui della popolazione assumono per cause naturali (3,1 mSv/anno).

· È quindi evidente che

l’impatto radiologico di una centrale nucleare è praticamente nullo;
il funzionamento degli impianti nucleari non ha alcuna conseguenza sanitaria.

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Bufala N° 19

22 Settembre 2017 da introw

“Il disastro di Chernobyl ha causato circa 10 mila casi di tumore solo in Italia”

LA REALTÀ

· Il disastro di Chernobyl ha prodotto in Italia una dose media individuale pari a 1,6 mSv, che moltiplicata per la popolazione italiana costituisce una dose collettiva pari a circa 100.000.000 mSv.

· Applicando in modo distorto l’ipotesi di proporzionalità lineare senza soglia tra dosi ed effetti si può fare il seguente calcolo:

Ladose collettiva determinata in Italia da Chernobyl è stata di 100.000.000 mSv;
una dose collettiva di 10.000 mSv produce in media un caso di tumore (dall’ipotesi lineare);
una dose collettiva di 100.000.000 mSv produce quindi 10.000 casi di tumore (proporzione);
quindi in Italia il disastro di Chernobyl ha prodotto 10.000 casi di tumore.

· Il ragionamento corretto è invece il seguente:

una dose collettiva di 10.000 mSv può produrre statisticamente un caso di tumore, ma solo se deriva da dosi individuali superiori a 100 mSv;
in Italia le dosi individuali sono state pari a 1,6 mSv (ovvero oltre 60 volte inferiori a 100 mSv);
non ha quindi alcun senso calcolare i casi di tumore provocati in Italia dal disastro di Chernobyl: semplicemente perché non esistono.

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